Descrizione
Il libro ci mette a confronto con quei pazienti che annullano il pensiero, lo diluiscono nella ripetitività e concretezza della routine quotidiana o lo racchiudono nel corpo, ammalandolo, e ci prospetta un approccio clinico indiretto che possa aprire delle brecce nella corazza che tiene blindato il dolore.
Diversi casi esemplari citati ci introducono in questa dinamica: una situazione di vaginismo, un infiltrante narcisismo che si diffonde nei sogni, azioni quotidiane che rimpiazzano il pensiero, animalismi che sostituiscono il contatto umano. L’approccio psicoanalitico tangenziale consente a volte di sbrecciare la corazza e far apparire il conflitto, il bisogno, il dolore confinato in luoghi separati del corpo o della mente. Nelle riflessioni cliniche del libro, fonte di ispirazione sono gli scritti del filosofo-sinologo François Jullien: l’autore ha offerto sottili suggerimenti alla psicoanalisi, privilegiando la prospettiva della “posizione situazionale” reciproca in cui si trovano immersi i due interlocutori psicoanalitici. Attraverso i suoi testi, nell’affrontare ardue aporie del trattamento psicoanalitico, ci si avvicina al mondo antico della Cina: Taoismo, Confucianesimo, il classico I Ching, Zhuang-zi: si scoprono qui perle di saggezza psicoanalitica, un traghetto per raggiungere la riva di pazienti operatori.
Infine, una convergenza di pensiero inaspettata tra Beppe Pellizzari e François Jullien offre un’altra “freccia” per inoltrarci in questo mondo impervio dell’operatorietà.
