Descrizione
Molti dei serial killer vivono una apparente normalità sociale; uno di loro affermava “Noi serial killer siamo i vostri figli, i vostri mariti, siamo ovunque”. Infatti, va considerato che, a volte, la peggiore delle pazzie si nasconde sotto un’apparente e ineccepibile normalità; ed è proprio questo il filo conduttore, il principio che guiderà la narrazione del volume.
Laddove un velo di quotidianità nasconde ciò che è patologico, è necessario approfondire la natura del conflitto tra bene e male che si ripropone continuamente nelle nostre menti. Ma cosa succede quando le nostre difese non riescono più a contrastare la pericolosa ed insana spinta a suscitare il dolore altrui e la sua morte? Quali sono gli aspetti che hanno
destato nelle menti dei serial killer una destabilizzazione tale da portarli a togliere la vita ad altri esseri umani? E soprattutto, vi sono elementi caratterizzanti che possono distinguerli da noi? E quali potrebbero essere questi elementi?
L’ambizione di questo scritto è quella di cercare una risposta a queste domande, proponendo un’analisi su un continuum sanità-patologia, collocando il fenomeno in una prospettiva psico-patologica, individuandone la patologia prevalente; cercando, inoltre, di capire quali siano stati i vissuti e le esperienze che li hanno trasformati in esseri così feroci e brutali.
Vengono raccontate tredici storie, tredici casi differenti tra loro che rappresentano le diverse psicopatologie attraverso le quali il male può rappresentarsi.
