Descrizione
Proprio di questi scontri parleremo, dei litigi che ci lasciano spossati e con la sensazione di non aver risolto nulla. Perché litigare è giusto, è inevitabile, ma VA FATTO BENE!
Occorre conoscere cosa si nasconde dietro le nostre discussioni ripetitive e inefficaci, per trasformarle in momenti produttivi e di crescita della coppia che permettano di dire a se stessi e all’altro: “Stavolta è servito, qualcosa cambierà!”.
Nella vita a due:
– litigate spesso per le solite, vecchie ragioni?
– vi ritrovate alla fi ne spossati, arrabbiati e con la sensazione di non aver risolto nulla?
– vi accorgete che c’è “qualcosa” che non funziona, ma non capite cosa?
Forse è arrivato il momento di cambiare, il momento di… smettere di farsi del male per ritrovare l’armonia con il partner.
Questo libro è lo strumento che vi aiuterà a riconoscere i meccanismi che danno origine alle vostre incomprensioni, a superarli e a migliorare la vostra relazione di coppia.
Maria Saccà è psicologa, sessuologa e psicoterapeuta di Scuola Analitico-Transazionale. Attualmente vive in Toscana, dove conduce seminari sull’autoconsapevolezza e il miglioramento del sé. Collabora con riviste specialistiche e partecipa in qualità di esperta a trasmissioni televisive e radiofoniche. Per i nostri tipi ha già pubblicato Accarezzami (2004) e, con Lucia Cerri, Nel cuore delle donne (1995).
Introduzione
Parte I. Smettiamo di farci del male
Panico e lambada. “Tutta colpa tua”
(Personaggi: Giulia, Alberto, la psicoterapeuta; La loro storia; Scena: prima seduta di terapia di coppia; Gli stati dell’Io; Le transazioni; Le posizioni di vita; Il copione di vita; I giochi psicologici; Scena: seconda seduta di psicoterapia di coppia a quindici giorni di distanza dalla precedente; La formula G; Le contromosse; Alla ricerca di nuove carezze)
Parte II. Le storie
(Partite di giochi diversi…; Spremuta a colazione. “Ti ho beccato, figlio di…”; Guarda come mi hai sporcato! “La frigida”; Lasciamoci così… “Non è la volontà che mi manca”; Non ce la faccio più… “L’occupatissima”; Il galeone distrutto. “Guarda che mi hai fatto fare!”; Bello come un attore! “Non è così, tesoro?”; Dimmi che mi ami. “Il tribunale”; Perdonami, ti prego… “Il goffo pasticcione”)
E alla fine…
Conclusione.
